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"...Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione".
(Piero Calamandrei, 1955)
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                         Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
              
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dal blog alla carta
di francesco lo piccolo 164 pagine Copertina Morbida - Formato 15x23 - bianco e nero
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TUTTI I POST PRECEDENTI
POST DICEMBRE
la strage di Stato
Galileo, la natura, la verità
No B Day: io ci sarò
POST NOVEMBRE
ora la lega vuole le leggi razziali
la battuta di Pannella
un po’ di viola in attesa del 5.12.09
il processo breve e la dottrina della scienza
ancora sul Muro, anzi dopo
l’obbedienza non è più una virtù
io non dimentico
POST OTTOBRE
senza illusioni
condivido
parole e pensieri
scritti e suoni sul terremoto
questioni d’amore… e di profumo
nobel mancato, sfogo in rete
da Baaria a Messina
POST SETTEMBRE
l'11 settembre
basta apparire
dame, tria veline e presidenti
POST AGOSTO:
giraffe arancioni e orsi bianchi
le mille gru di sadako
POST LUGLIO:
…mi posso permettere?
editori in Germania
dichiarazione in rete
aderisco allo sciopero contro il decreto Alfano
che culo
G8 in sintesi
il terremoto dell'Aquila, 3 mesi dopo
quando ogni straniero è nemico
questa volta era senza
POST GIUGNO:
promemoria
non crediate che sia finita
le proteste e i nemici del paese
giornali e giornalisti
chi dice legione dice uniforme
home la nostra terra
ancora grazie Obama
Thanks Obama
POST MAGGIO:
ricci pateddi e granci
domanda di riserva
tempo di muri
ancora dubbi?
un caso da empeachment
ma non ha niente addosso
l'Italia è già multietnica
castelli di sabbia
POST APRILE:
piazzisti contro pacifisti
il 25 aprile è tutti i giorni
il 25 aprile, mister B. e la legge 1360
il 25 aprile
commissioni di guerra
il terremoto permanente
terremoti, ronde e paure
il terremoto in Abruzzo
la liberazione di Elena R.
POST MARZO:
tom e il bambino con la fisarmonica
bilanci familiari
bilanci familiari (2)
le ronde di wallander
nel paese dei balocchi
serate romane
public school
capi e copricapi
questioni di vita e di morte
FEBBRAIO:
l'affare atomico
il problema di mills
il voto in sardegna
difesa della costituzione
questioni di coscienza
se fossi eluana-2
senza confronti
con-seguenze
GENNAIO:
la tv al tempo di guerra
io oggi sono ad assisi
a proposito di barzellette
dedicato a chi...
la giornata della memoria
tempo di bavagli
DICEMBRE:
al ministro della virtù
strange fruit
il bosco di Gorra
ensajo sobre a lucidez
intercettazioni di natale
gente di mare
hanno aumentato il 2008
NOVEMBRE:
auguri giovane Obama
la mia america
la castrofe estetica di B
...changeling
chiare fresche et dolci
che mangino briosce
OTTOBRE:
la deriva
quanti li videro...
una candela per Anna
in galera
se fossi eluana
la saggezza della suora
articolo 11
quando eravamo ...
la protesta nelle scuole
a proposito di vespe
SETTEMBRE:
diversi destini
macerie umane
quel 26 settembre '44

                                              
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Diario
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2 gennaio 2011
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interruzione, intervallo, parentesi, fermata, sosta, tregua, break,
stasi, intermezzo, sospensione. Comunque sia, per ora mi fermo qui
| inviato da fpg50 il 2/1/2011 alle 11:3 |
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2 gennaio 2011
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interruzione, intervallo, parentesi, fermata, sosta, tregua, break,
stasi, intermezzo, sospensione. Comunque sia, per ora mi fermo qui
| inviato da fpg50 il 2/1/2011 alle 10:56 |
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2 gennaio 2011
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interruzione, intervallo, parentesi, fermata, sosta, tregua, break,
stasi, intermezzo, sospensione. Comunque sia, per ora mi fermo qui
| inviato da fpg50 il 2/1/2011 alle 10:55 |
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2 gennaio 2011
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interruzione, intervallo, parentesi, fermata, sosta, tregua, break, stasi, intermezzo, sospensione. Comunque sia, per ora mi fermo qui
| inviato da fpg50 il 2/1/2011 alle 10:53 |
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11 giugno 2010
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| inviato da fpg50 il 11/6/2010 alle 15:16 |
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6 giugno 2010
brava pia
me ne sono accorto in ritardo: è uscito il cd di “Libero” di Belpietro
dal titolo “il duce, le parole, gli applausi”. Per fortuna c’è Pia che ha usato le parole giuste, e cioè rumenta e cioè spazzatura. Ps. ancora grazie Pia per le belle storie di vita e natura che si trovano sul tuo goodvalley
libero
beklpietro
goodvalley
| inviato da fpg50 il 6/6/2010 alle 11:13 |
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2 giugno 2010
eroi di carta?/2
Non credo che col suo “Eroi di carta”
Alessandro Dal Lago volesse buttare giù dal piedistallo Roberto
Saviano. Non era questo il suo intento. Forse il suo intento era
piuttosto quello di buttare giù dalla torre quelli che ce lo hanno
messo. Che hanno “trasformato” Gomorra in una opera letteraria da
premio Nobel e in uno strumento di lotta alla camorra tout-court. Che
si sono serviti di Saviano-scrittore per far moda, quattrini o
contrapposti moralismi.
Io credo che Dal Lago abbia tentato e in parte sia riuscito a fare
ordine nelle cose. Operazione non facile, e lo stesso Dal Lago lo
riconosce quando all’inizio ricorda che i suoi amici lo avevano
invitato a la sciar perdere. “Si è lasciato prendere la mano”, giudica
severo dalle colonne di Repubblica Adriano Sofri. Può essere.
L’autobiografia di Saviano e il suo viaggio dentro gli affari e la
criminalità - con i suoi bassi come documenta bene Dal Lago – hanno
comunque valori – alti – che non si possono negare: piccoli semi in
terreni aridi, semina-semina qualcosa rimane. Nello stesso tempo lo
studio e l’analisi che si trovano nel libro di Dal Lago, la sua
indagine fra letteratura e media, fra letteratura e società (in barba
alle tante mode) hanno dei meriti che – anche questi – non possono
essere ignorati, tantomeno messi all’indice come ha fatto Paolo Flores
D’Arcais.
Sono contento di aver letto a suo tempo Gomorra perché quel testo,
sia il fatto che sia stato scritto e sia il fatto che io l’abbia letto
sono in realtà una forma di resistenza “un tentativo per avere gli
strumenti per cambiare”. E altrettanto sono contento di aver letto Dal
Lago, perché ho capito qualcosa di più con “la speranza, come chiude
Dal Lago, che la letteratura possa essere un’altra cosa”.
Ma soprattutto ho capito che qualcosa non va, che il Male o il Bene
sono le categorie di un’Italia diventata Berlusconia, dove l’umanità
(se si può ancora parlare di umanità) si è ahimè divisa semplicemente e
radicalmente in buoni e cattivi. Di qua e di là; io e l’altro. Come
tanto piace a Maroni, Borghezio e company.
E questo non mi va perché come dice la voce fuori campo in The road
“ogni giorno è più grigio di quello precedente”. E quello che è
accaduto l’altro giorno all’alba contro i pacifisti (ripeto pacifisti
checchè ne dica su Il fatto il pur bravo Colombo) è la prova della
barbarie di questi tempi, dopo Piombo fuso, il carcere-lager di Gaza
per opera di Israele, e le parole di un uomo che si chiama Mantica e
che fa il Sottosegretario al quale, per via della crisi, verrà tagliato
il 6 per cento dallo stipendio contro gli 11 che si leveranno agli
insegnanti.
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31 maggio 2010
eroi di carta?
ho inviato questo post a Micromega:
“caro Paolo Flores d’Arcais, questa volta non sono d’accordo. pur
condividendo il tuo parere (Saviano è una delle poche voci
anti-regime), io il libro di Dal Lago l’ho comprato e ora lo leggerò.
a costo di scrificare qualche ora di sonno… perché per liberarsi da un
regime si deve essere capaci anche di non avere eroi. ma qui mi
fermo. come detto: ora vado a leggere il libro di Dal Lago”
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29 maggio 2010
dialoghi sul duce
Õ: si è paragonato al "duce senza potere" che comandava solo al suo cavallo ?: per fortuna non si è paragonato a quello del delitto Matteotti Õ: allora siamo salvi
Nb: io sono contro tutti i bavagli
| inviato da fpg50 il 29/5/2010 alle 10:18 |
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26 maggio 2010
il naso negli affari
[A proposito degli] straripamenti da parte dei giudici…ciò è successo
solo a partire da un certo periodo storico , solo cioè da quando i
giudici (certi giudici) hanno smesso di frequentare i palazzi della
politica e di assecondare i desiderata dei relativi inquilini e hanno
iniziato a mettere il naso negli affari più riservati e più delicati
del mondo economico, finanziario e politico. Fino a quando invece i
giudici si limitavano ad arrestare i ladri di galline o i piccoli
spacciatori tossicodipendenti, non sorgeva e non esisteva alcun
problema, tutto procedeva per il meglio e la convivenza fra
magistratura-politici era idilliaca. (dal volume Lo Stato violato, Felice Casson, 1994)
felice casson
| inviato da fpg50 il 26/5/2010 alle 13:23 |
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26 maggio 2010
dalla privacy all'olio di ricino
…Esaminiamo, per esempio, la
libertà e i diritti del singolo nel suo rapporto con l’autorità. Sono
stabiliti dalla Costituzione. Dovremo certamente mettere in conto che
da parte dello Stato, oppure di un partito che si è impadronito dello
Stato […] questi diritti verranno continuamente violati anche per
periodi piuttosto lunghi […] La violazione del diritto assume talvolta
apparenza di legalità, per esempio quando il partito al potere si
assicura una maggioranza favorevole a modificare la Costituzione. La
maggioranza può contemporaneamente agire nella legalità e produrre
illegalità… (Trattato del ribelle, Ernst Jünger)
Ogni cittadino ha diritto
1) a un’informazione libera e corretta secondo regole etiche e
deontologiche che si richiamano ai diritti sanciti dalla Costituzione e
che non sia condizionata da interessi di parte e di poteri;
2) alla trasparenza e cioè di conoscere la composizione dell’assetto proprietario di quotidiani o periodici;
3) alla garanzia e al rispetto dei propri diritti sanciti dalla
Costituzione e di poter intervenire oltre che di vedere rettificata una
notizia lesiva dei propri diritti o scorretta;
4) alla tutela contro la frode pubblicitaria, politica ed economica.
E’ da questi principi che parte il mio lavoro di giornalista.
Principi rivolti a tutelare un interesse, che è appunto quello che ha
chi legge i giornali, guarda la Tv, ascolta la radio e naviga nella
rete. Diritti ai quali io come giornalista ho il dovere di attenermi.
Un dovere dettato dal rispetto di una regola fondamentale: raccontare i
fatti con onestà, senso di giustizia, sensibilità, guidato da passione
e amore per la verità e spinto dalla voglia di sapere. Una voglia di
sapere che è la stessa che ha il lettore perché anche io sono un
lettore.
Ma oggi il diritto di sapere viene negato da un potere che poco alla
volta ha trasformato l’informazione in spettacolo e che manipola e
vuole manipolare la verità per mantenersi al potere con tutti i suoi
privilegi. Privilegi di casta per fare quello che altri non possono
fare e avere quello che altri non possono avere. Per nascondere
corruzione e malaffare. Pagando e comprando i soliti servi sciocchi.
Quei servi sciocchi che da molti anni giorno dopo giorno hanno ucciso
democrazia e libertà. E’ un regime il nostro oggi in Italia? Guardo i
miei post precedenti e la risposta è certamente sì e che mi sto
ripetendo, perché giorno dopo giorno aumentano i tagli alla democrazia,
logorando e deteriorando cultura e storia, pensieri e conquiste. E così
guardando indietro vedo che in questo blog alla fine scrivo sempre le
stesse cose.
“Quando nella comunità c’è sicurezza – scrive William Sheridan Allen nel suo Come si diventa nazisti
– gli agitatori politici si ritrovano a declamare in sale quasi vuote.
E’ necessaria una paura ossessiva, l’improvvisa coscienza di pericoli
[…] per riempire le sale di ascoltatori che vedono nell’agitatore colui
che li salverà”. In pratica quello che ha fatto la lega Nord fin
dall’inizio della sua nascita vedendo gli stranieri come nemici. E
quello che ha poi fatto Berlusconi novello McCarthy sparando a zero
prima contro i comunisti poi contro la sinistra, poi contro i giudici
divisi in buoni che gli danno ragione e cattivi tutti gli alti.
E così ecco che oggi nasce il decreto contro le intercettazioni, per
mettere la museruola a chi ancora non ce l’ha. Parlano di diritto alla
privacy, non dicono che si tratta di censura. Mi sono riletto alcuni
passaggi del celebre discorso di Edward Murrow (Good Night end Good
Luck): “…Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti
e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli e
disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se
non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza, non riconosciamo che
la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci,
divertirci ed isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora
si renderà conto di questa realtà quando oramai sarà troppo tardi per
rimediare. Se continueremo così, la storia prima o poi si vendicherà, e
il castigo non impiegherà molto ad arrivare…”. Erano gli anni
cinquanta, oggi è ben peggio. “Verso l’olio di ricino” dice Milena
Gabanelli di Report.
A proposito di Eward Morrow: Good Night end Good Luck Quella mattina a Buchenwald
un mio vecchio post: non crediate che sia finita
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27 aprile 2010
ww i partigiani/2
“Combattenti e inermi, uomini e donne, vecchi cadenti e bambini che
vagivano appena: impiccati, sgozzati, uncinati, squartati, accecati,
asfissiati, bruciati vivi, interrati nelle fosse fatte scavare da loro,
lasciati morire nudi nei campi di neve…” è un passo di un articolo di
Piero Calamandrei. Me l’ha inviato oggi il mio amico Zulli, un passo al
quale segue il suo accorato sfogo per ricordare la festa della
Liberazione, anche quest’anno maltratta e rimossa. Qui Zulli sul 25 aprile(2)
| inviato da fpg50 il 27/4/2010 alle 9:6 |
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25 aprile 2010
w i partigiani
…Scrivo ai fratelli Cervi
non alle sette stelle dell’Orsa: ai sette emiliani
dei campi. Avevano nel cuore pochi libri,
morirono tirando dadi d’amore nel silenzio.
Non sapevano soldati filosofi poeti
di questo umanesimo di razza contadina.
L’amore la morte in una fossa di nebbia appena fonda.
Ogni terra vorrebbe i vostri nomi di forza, di pudore,
non per memoria, ma per i giorni che strisciano
tardi di storia, rapidi di macchine di sangue.
(Salvatore Quasimodo)
Ho avuto la fortuna di avere dei bravi genitori e soprattutto di
avere avuto un padre partigiano. E perciò fin da piccolo ho respirato
il senso di quella bella scelta accompagnata da buoni racconti e belle
letture. “W i partigiani”, “W i fratelli Cervi” era scritto sui muri
della mia infanzia. Muri e scritte incancellabili e che hanno guidato
la mia vita. E la guidano anche oggi in questo 65° anniversario della
Liberazione dove le parole-valore come partigiani, resistenza, antifascismo, Costituzione hanno sempre meno cittadinanza.
Parole dimenticate come è stata dimenticata e non ricostruita a
distanza di sei mesi una lapide in ricordo dei campi di internamento
presenti in Abruzzo distrutta una notte dai vandali.
Valori dimenticati e volutamente cancellati dai manifesti sulla
Liberazione fatti affiggere dal Comune di Chieti. (Ne parla il mio
amico Zulli in questa mail Il 25 aprile (Zulli).
Manifesti che fingendo di ricordare i morti di tutte le guerre,
dimenticano quelli che hanno dato la vita per la libertà, non uomini
senza nome e senza volto, ma abruzzesi e chietini che con la Brigata
Maiella contribuirono alla liberazione dai tedeschi e che in questi
giorni sono stati celebrati, senza retorica e con rispetto, dagli
aderenti al Sentiero della Libertà: dal 23 al 25 aprile hanno marciato sui monti da Casoli a Sulmona ripercorrendo i sentieri della guerra. In questo link di Casoli.info i loro volti, i volti di una bella Italia.
Approfondimento:
1)I 7 fratelli Cervi con Gian Maria Volonté, Lisa Gastoni, Carla Gravina, Don Backy, Renzo Montagnani, film del ’68 di Gianni Puccini
2)video intervista a Maria Cervi figlia di Alcide Cervi, da Arcoiris
3)il 25 aprile (qui; poi qui; e anche qui, e ancora qui)
4)L’albero del riccio (Gramsci)
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21 aprile 2010
silenzio stampa
“Ora che la verità ha
costantemente il bavaglio, gli occhi servono più di prima per vedere e
raccontare. Il mestiere del giornalista non è finito, anzi, è ai suoi
albori. Però bisogna farlo con amore, non per guadagnare soldi. È una
missione, un’arte” (Tiziano Terzani – 8/03/2002 – durante un incontro a Roma all’associazione culturale Rialto Sant’Ambrogio).
Mi sono appena letto lo studio del “Project for Excellence in
Journalism” compiuto nella zona di Baltimora (Usa). Lo studio rivela
che, nonostante l’ ampiezza del nuovo ecosistema giornalistico, l’ 83%
dei servizi dei media di Baltimora sono ‘’sostanzialmente ripetitivi e
non trasmettono nuove informazioni’’ e che per la stragrande
maggioranza le novità vengono riprese dai vecchi media, soprattutto i
grandi giornali. Ho provato ad adattare lo studio alla realtà italiana.
Non credo che sia diverso (tranne piccole e care eccezioni come “il
manifesto” ). Anzi credo che sia peggio e che andrà ancora peggio. Del
resto, come durante il fascismo c’era la censura, oggi in Italia c’è il
Ddl sulle intercettazioni. Chiamiamolo decreto anti D’Addario,
chiamiamolo giro di vite contro i fuori onda o le riprese pirata, di
fatto ecco servito il silenzio stampa.
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18 aprile 2010
io sto con Emergency/2
l'intervento di Gino Strada alla manifestazione in piazza San Giovanni a Roma (testo)
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17 aprile 2010
io sto con emergency
Moni Ovadia a Micromedia: Emergency rappresenta il volto splendente dell’Italia (audio)
emergency
moni ovadia
micromedia
| inviato da fpg50 il 17/4/2010 alle 10:41 | |
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15 aprile 2010
come si diventa nazisti
Da Adro a Paderno: ovvero come si diventa nazisti. Grazie Lega Nord, il partito che va alla conquista delle Banche.
• condivido 1: Gad Lerner: le maschere del carroccio
•condivido 2: Dario Fo cita Sant’Ambrogio: ogni disperato è gesù
…Questo doverci riunire e pregare di nascosto, ci permette di capire
meglio quello che hanno sofferto i cristiani prima di noi. Budda diceva
che si dovrebbe sempre onorare la religione degli altri, perché così
facendo si aiuta la propria religione a crescere… (pag. 73 da Ipazia, vita e sogni di una scienziata del IV secolo – Adriano Petta e Antonino Colavito – La Lepre Edizioni)
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12 aprile 2010
parole e magie
Da bambino, per un certo
periodo, sono stato innamorato della mia maestra. Rivedo ora una
vecchia foto, scattata durante la festa degli alberi, gli altri bambini
della scuola, l’immancabile prete con la lunga tonaca nera, e lei, la
maestra dai capelli castano chiaro. Nella foto ci sono anch’io,
cappottino grigio dal quale uscivano due gambette, calzettoni fino al
ginocchio. Ho l’occhio vispo, nella foto guardo l’obiettivo del
fotografo e nascondo il mio segreto.
La magia della rete: trovi di tutto anche cose vecchie e belle anime, come ernst, il poeta che ha dato vita a un blog fra il
luglio e il novembre del 2003. E' ancora sul web sette anni dopo. Ci clicco sopra, parole-immagini, ricordi,
una musica struggente, piccoli racconti e memorie…
…Ero ragazzo. Osservavo mio nonno che annusava
l’aria come gli indiani d’America. Strappava l’erba e se la strofinava
tra le mani. Fine maggio. Ragazzo questa sarà un’estate calda. Troppo
calda. Ricorda ragazzo: il caldo libera gli istinti peggiori. E’ stato
sempre così. Non mi chiedere il perchè. Non c’è perchè. E’ così e
basta. Ricorda un’altra cosa. Un proiettile di cento lire sfonda un
torace. Ferma una vita. Nessuno ha il diritto di farlo. A meno che non
cerchino di farlo con te. In tal caso devi essere più veloce. La tua
cento lire deve essere più veloce. Come fu a suo tempo la mia…
…Il soprannome di Saro va spiegato. Immaginate una musica che
accompagni …. Tinchi, Tanchi, Tinchi, Tanchi, Tinchi, Tanchi….. Una
specie di rintocco di campane. Ma un pò stonate. Era per via del suo
andamento dinoccolato. Sulla inseparabile bicicletta. Barcollava.
Sinistra, destra. Destra, sinistra. Toscano sempre fumante in bocca.
Giacca di fustagno marrone. Foulard rosso, legato con un doppio nodo al
collo, svolazzante. Barbetta incolta. Girava per il paese. Andava al
paese vicino. Tornava. Riandava. Non lo vedemmo mai camminare. Un
giorno non lo vedemmo più.(ernst.ilcannocchiale.it)
Come dice Roberto Saviano, in questa Italia ci sono ancora buone
persone che fanno ben sperare. Lo spero con tutto il cuore, anche se il
peggio incombe: si avvicina il 25 aprile, ne ho parlato più volte in
queste mie pubbliche pagine (qui; poi qui; e anche qui )
e proprio in questi giorni scopro che nel paese di Montichiari Elena
Zanola, sindaco senza storia e senza memoria, si rifiuta di concedere
la piazza per la festa della Liberazione e del Primo maggio perché “gli
spazi pubblici non vengono utilizzati dai partiti per manifestazioni
politiche di alcun genere, ad eccezione delle occupazioni per i comizi
ed i gazebo in occasione della propaganda elettorale”. E questo mentre
a Milano, come mi scrive Marco Cavallarin, il Consiglio di Zona 8
propone di apporre una lapide celebrativa della memoria di Luisa Ferida
fucilata dai partigiani per avere partecipato, insieme al suo compagno
Osvaldo Valenti, alle attività della Banda Koch.
Follie italiane. Intanto il solito B attacca il presidente della Repubblica (mi controlla anche gli aggettivi…sic,
proprio a lui che ha scelto il nome della figlia della Gelmini) e il
vescovo emerito di Grosseto monsignor Giacomo Babini, in un’intervista
pubblicata dal sito Pontifex – e successivamente smentita dallo stesso
vescovo – addirittura sostiene che a proposito dello scandalo
pedofilia è “in atto una manovra orchestrata dai nemici di sempre dei
cattolicesimo, ovvero massoni ed ebrei”, questi ultimi definiti
“deicidi che provocarono la reazione nazista perché strozzavano
l’economia tedesca”.
Ancora a proposito di 25 aprile, in un toccante articolo apparso su l’unità, Igiaba Scego ricorda che il 30 marzo si è spenta Isabella Marincola,
donna meravigliosa, figlia di una somala e di un italiano cresciuta
nell’Italia fascista e che ha speso gran parte della sua vita per
celebrare il fratello Giorgio, partigiano, ucciso il 4 maggio 1945 a
Stramentizzo, nell’ultima strage nazista in territorio italiano. Scrive
Igiaba Scego: “In questi giorni che la Resistenza sta per essere
cancellata dai programmi scolastici, l’ostinazione di Isabella può
esserci da esempio. Oggi su Giorgio c’è un bellissimo libro: Razza Partigiana,
c’è una strada e ci sono tante persone che non dimenticheranno mai il
suo sacrificio. Isabella però non era solo la sorella di Giorgio
Marincola. Ha avuto una vita piena e dura. È stata una delle mondine di
Riso Amaro, modella per numerosi pittori e ha sempre pagato lo scotto
di essere la nera, quella che tutti consideravano facile perché lo
stereotipo voleva così. Il razzismo misogino che subisce è talmente
pesante che decide di andare in Somalia, nella terra di una madre mai
conosciuta. Anche lì l’aspetta una cocente delusione. La considerano
infedele, straniera, bianca. «Non mi sono mai trovata a casa» diceva
spesso Isabella dei suoi due paesi. Ha sofferto tanto Isabella, ma era
una donna di azione e piena di dolcezza. Ci ha regalato la sua storia
con un sorriso. Grazie Isabella”.
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8 aprile 2010
senza parole

………..
Nb: ho preso questa foto dell’agenzia fotografica Emblema da Il fatto quotidiano. L’orginale è più chiara, ma anche così si capisce il compiacimento del presidente del consiglio ora super pares anziché primus inter pares come recita la nostra Costituzione.
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7 aprile 2010
una laura a Ballarò
Ogni tanto sbaglio. E ieri sera è stata una di quelle volte. Ho perso tempo davanti alla tv, inebetito davanti all’inconcludente e livorosa sottosegretario Laura Ravetto, la donna umana che non ride con Crozza e che per assomigliare al suo adorato B si è fatta crescere 36 denti. Mai più davanti alla tv. precedenti:
1) nobel mancato
2) serate romane
ballarò
crozza
laura ravetto
| inviato da fpg50 il 7/4/2010 alle 16:23 | |
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